civuoleunCONNUBIO

spartito musica festival leverano

Vi siete mai domandati come fa la musica ad essere cosi intensa?
E che risposta vi siete dati?
Io una mia idea me la sono fatta parecchi anni fa nel mezzo di una discussione sulla matematica. E che c’entra la matematica?? Beh leggete il post sotto e parliamone… 😉

Partiamo dalla matematica, un “linguaggio” (ma non solo ovviamente) talmente universale che l’uomo ha inserito delle piastre con incise delle formule (se non ricordo male) nelle sonde spaziali lanciate alla ricerca di nuove forme di vita extraterrestre. Un forma di comunicazione assoluta nello spazio e nel tempo. Con la matematica (e le altre scienze naturali) l’uomo cerca di smontare l’apparenza di ogni singolo evento o cosa per comprenderne il meccanismo e, ovviamente, trovare la formula che la rappresenti. Insomma, roba da ingegneri e scienziati, razionalità pura al 100%.

Dal lato opposto alla razionalità, abbiamo l’arte, sotto tutte le sue forme. Un “linguaggio” creativo che si genera dall’ispirazione dell’essere umano (sì certo, poi c’è la tecnica…) ed è oggetto di interpretazione, quindi relativo. Poca razionalità e tanta emozione. L’arte tocca l’anima diceva qualcuno, e per me è vero.

E la musica dove sta? Beh, secondo me, la musica è il connubio perfetto tra la matematica e l’arte, tra razionalità ed emozione.
Nella sua espressione è anima pura, ma nella sua concezione è matematica. Con le sue regole le sue logiche e la sua sequenzialità. Quale altra forma d’arte ha tutto ciò? Quale altra forma d’arte ha la necessità di tutti gli “elementi” come una formula matematica? Nessun’altra ha bisogno di “essere scritta” per poter “essere” (uno storyboard di un film o una bozza di un quadro è una sintesi o una linea guida; uno spartito è TUTTO IL PEZZO).
Lo so a cosa state pensando, che il cinema comprende sia un’arte visiva che una “audio/musicale” ed è, quindi, “superiore” perché si completa con la parte visiva. Invece no, il cinema è come una calcolatrice o un TOM TOM, ti porta al risultato ma non lascia spazio al cervello, ergo ti porta all’emozione ma non da spazio all’immaginazione, perché è completo.

E forse è proprio questo connubio unico tra razionalità e creatività che rende la musica l’unica forma d’arte capace di scorrere assieme al tempo, salire e scendere come una mano nel vento, arrangiarsi e riarrangiarsi sotto diverse forme e strumenti e, se buona, far venire la pelle d’oca, modificare il ritmo del corpo, il flusso dei pensieri e, sometimes, farci piangere di gioia o di tristezza.

E voi che ne pensate?

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posted by Ciccio

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