KAUFMAN Live @ CVUP4

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Metto le cuffie alle orecchie, faccio partire la musica e chiudo gli occhi.
Quante immagini, colori, profumi, emozioni, ricordi, parole, volti, momenti è possibile recuperare dagli angoli più nascosti della mente seguendo semplicemente il flusso della musica?

Scopro che esiste un gruppo con un nome sofisticato, i KAUFMAN, che ha confezionato un album che è un piccolo gioiellino di poesia, un condensato di rimandi al cinema, alla letteratura e a grandi classici della musica, con una vena di romanticismo e nostalgia. Le undici canzoni del disco raccontano la fine dell’estate, la ricerca della felicità e l’amore ai tempi dell’ansia e della frenesia, il disagio nei rapporti umani, il senso del tempo che passa e cambia le cose.

E mentre noto con piacere che esiste ancora qualcuno capace di parlare dell’estate senza necessariamente trovare la rima con calòr, pasiòn, amòr, cintura, locura… penso che sarebbe una gran cosa se almeno una volta le stazioni radio decidessero di spezzare questa catena di sant’Antonio che ogni anno ci incastra nel loop della riproduzione dei soliti tormentoni estivi.

belmondo-kaufman-cover-ts1510280446Con la musica ancora nelle cuffie, seguendo le parole dei brani, senza troppe acrobazie mentali, mi lascio guidare in questo trip mentale e lascio che l’attenzione si soffermi sulla prima (ed unica) cosa che mi viene in mente, sicuramente la più banale: l’estate. O meglio, quel che resta dell’estate.

Penso che è ancora giugno, e che nonostante il tempo somigli ad un ubriaco che inciampa e barcolla tra caldo atroce e pioggia improvvisa, l’estate non è poi così lontana.

Penso a tutti quei piccoli attimi che si incastrano fra di loro e a quella strana forza che si respira nell’aria, che disturba i progetti, rapisce la quiete, e che ci spinge a rivedere, ripensare e smantellare tutti i programmi, e le decisioni a lungo termine prese durante l’inverata.
Penso alla miserabile piega che inevitabilmente prendono tutte le cose appena arriva l’estate, alle decisioni prese alla leggera, ai trip mentali a tarda notte, alle serate etiliche, alle promesse fatte ridendo, perché tanto si sa, quanto può essere credibile una promessa d’estate?.

«Dimenticarsi di dormire
Abituarsi a volte a pensare a cose più facili
Ad amori un po’ meno normali»

Penso a quel meccanismo perverso che ti fa scivolare di mano il tempo che passa, soprattutto quando sei impegnato a pensare ad altro. O a non pensare affatto.
Penso al gusto dolceamaro dei ricordi estivi.

«Cos’è successo adesso che abbiamo 30 anni
e ci siamo risvegliati all’improvviso diversi
e la vita ci è scivolata via dalle mani?»

Penso a quell’antica, familiare sensazione, a quella crescente irrequetezza che ti assale quando svaniscono gli ultimi giorni d’estate.
Penso a quando si chiudono gli ombrelloni, a quando pensieri e interrogativi tornano ad intasare la mente.
Penso a quando diventa chiaro che si avvicina di nuovo il momento di riprendere in mano quei progetti e quelle decisioni buttate al vento, di cercare di rimettere qualcosa in ordine, di provare a far combaciare i pezzetti.

Penso a quando capisci che ci sono troppi discorsi lasciati in sospeso e domande a cui prima o poi dovrai dare una risposta, anche se continui a dirti che c’è ancora tempo.
Che ci penserai più in là.
Magari domani.
Oppure no.

KAUFMAN Live @ civuoleunPAESE

24 Agosto 2018

Stage O’Clock

#qualunquecosaSIA

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