Voci da CVUP

La nostra è una generazione fortunata, che ha potuto scegliere se andarsene o restare.  

Chi è rimasto ha fatto un patto di sangue con le proprie radici.  

Chi è andato l’ha fatto alzando lo sguardo per incontrare altri mondi, senza cancellare il passato, e senza rimanere rinchiuso nella gabbia della propria identità. Ha preso le distanze fagocitando, e continuando a far vivere nella propria esperienza, parti importanti della propria storia, in un congedo che si rinnova a ogni ritorno e a ogni partenza. 

Questo è ciò che è successo alla nostra generazione di appassionati. 

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E poi, c’è chi è tornato.

Sembra una vita fa.

Da questa riflessione siamo partiti quattro anni fa, nell’immaginare un Festival di Musica e Arte Indipendente che per una sera fosse capace di colorare di colori nuovi e giovani la storica Piazza del nostro paese, con la capacità di mettere insieme Storia, Appartenenza e Comunità con l’innovazione culturale, la ricerca artistica e l’ibridazione di stili, generi e linguaggi.

Soprattutto questa riflessione è stata uno dei primi passi di quella che stava diventando la mia nuova vita. Quattro anni fa. Dopo nove anni.

Tornare non è una cosa semplice, soprattutto se per anni l’hai visto come una sconfitta, se si tratta di mettere in gioco e perderli tutti i possibili modi in cui ti eri visto in tutti i possibili futuri.

Tornare non è semplice quando esattamente non lo sai quello che trovi, a parte quella sensazione inspiegabile che lo devi fare, che le cose poi possono succedere solo lì, ma come, dove e quando non lo sa nessuno.

“… un patto di sangue con le proprie radici”. Appunto. E di fiducia, direi.

Tornare mi ha cambiato la vita, e, giuste o sbagliate, molte delle direzioni che ho preso, dei passi che ho fatto, delle persone che ho conosciuto, di quelle che vorrei conoscere meglio e di quelle che mi sono entrate nei pensieri senza che me ne accorgessi, ecco, molte, moltissime di quelle cose sono iniziate da quella riflessione e da quell’idea.

14195981_1021936654590780_4211970270408018308_oUn Festival di Musica Indipendente, fatto in un modo così sbagliato, in un posto così sbagliato …. “che non può che essere perfetto” è il finale retorico che mi è venuto spontaneo, ma è falso. 

Perché non è perfetto per niente proprio, ma è importante, tanto importante da aver cambiato una vita, e forse non una sola

Quindi si, quando dico che scoprire musica nuova da felicità, quando dico che un momento può cambiare mezz’ora, una giornata o una vita, o altre cose smielate e idealiste del genere, le stesse per cui faccio fatica a prendermi sul serio anche da solo, sappiate che non solo ci credo, ma non sono mai stato così serio.

Perché é così che é andata.

Un sogno vago, un ritorno, un’altra persona folle, e poi altre cinque, dieci, venti persone, e quattro anni di una vita nuova.

CVUP è una cosa importante. Importante come quattro anni!

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24 Agosto 2018 – Leverano

#qualunquecosaSIA

 

Alessandro

I Moustache Prawn da Leverano ad Austin

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Lo scorso agosto, prima di calcare il palco O’ Clock di civuoleunPAESE, i Moustache Prawn hanno deliziato il pubblico dello Sziget Festival Official, il raduno che annualmente si svolge sull’isola di Oboda, a pochi chilometri dal centro di Budapest.
Solo qualche mese dopo civuoleunPAESE, sono stati invitati a suonare al South by Southwest, uno dei più grandi festival musicali degli Stati Uniti.

Avete la nostra benedizione, ragazzi: Austin vi riserverà tanti applausi!