Adriano Viterbini & Los Indimenticables @CVUP16

Quando abbiamo pensato di raccontare un po’ di storie sulla musica indipendente con civuoleunPAESE, l’abbiamo fatto pensando a diverse cose.

Una di queste era la passione. Ci sono momenti in cui la passione per le note, per le corde di una chitarra, per le canzoni, per chi le ha scritte; così come quella per chi le ascolta, è così forte da non poterla ignorare!

E non solo. A volte la passione ti passa attraverso, e ti fa vedere cose impossibili: ti fa scoprire come ci si sente interi solo a ritmo di blues, e come da una parte lo si fa con una chitarra tra le mani, e tra l’altra con quel suono nelle orecchie, e da lì dritto nell’anima, o qualcosa del genere.

Abbiamo pensato a queste cose, e a molto altro, quando abbiamo chiesto a uno dei più grandi chitarristi italiani di partecipare a #lasecondavolta di civuoleunPAESE.

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Siamo felicissimi di annunciare che il prossimo 25 Agosto, a Leverano, per civuoleunPAESE, sarà con noi Adriano Viterbini, con la sua band “Los Indimenticables”

Già chitarra e voce dei BSBE (Bud Spencer Blues Explosion), ma anche chitarra di Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Max Gazzè, protagonista di collaborazioni meravigliose con – tra gli altri – Alessio Bertallot, Saturnino, Tre Allegri Ragazzi Morti e molti altri, Viterbini è al suo secondo disco solista, sempre prodotto da Bomba Dischi.

Film ‘O Sound , il suo secondo lavoro, è pieno di collaborazioni importati. Più che un disco è un viaggio, tra il nord e il sud del mondo; tra l’Africa, i Caraibi e gli States. Undici tracce di pura antropologia musicale, a cavallo di una chitarra così potente che è difficilissimo scendere.

Abbiamo fatto questa cosa perchè pensavamo alla passione, alla bellezza di scoprire cose nuove, a viaggi in musica da cui è difficile scendere.

Partite con noi, e con Adriano Viterbini, Leverano #25Agosto #civuoleunPAESE #lasecondavolta

WISH YOU WERE BEER – CVUP WELCOME BACK PARTY

L’ora di farsi belli e presentarsi a tutti è arrivata!

Oddio, belli… per noi farsi belli vuol dire stare comodi di saltare e ballare, perdere le corde vocali, abbracciarci e dividerci una birra, o due… o tre, insomma, ci siamo capiti!

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Sabato 4 Giugno, The Factory – Nuovi orizzonti, in una piacevolissima collaborazione con L’Associazione Mujmuné – Assudinessunord di Leverano presenta:

WISH YOU WERE BEER

CVUP Welcome Back Party

Un po’ presentazione, un po’ festa; un po’ concerto un po’ raccolta fondi questo è il primo passo verso #lasecondavolta di civuoleunPAESE e verso il #25Agosto.

All’interno della serata non può mancare la musica, con l’imperdibile esordio live di The Rubbish, oggetto ancora per poco misterioso della scena pop-punk salentina, e un DjSet a cura del team CVUP!

L’ingresso è gratuito per i possessori di tessera, invece costa solo 3€ per chi ancora non ce l’avesse.

L’incasso proveniente dalla Birra verrà devoluto per la realizzazione di civuoleunPAESE – Festa di Musica e Cose Belle, per cui … una birretta, due.. tre; insomma ci siamo capiti, fatevela.

WISH YOU WERE BEERSabato 4 Giugno (che è pure ponte), Mujmunè – Via Roma 23-25

The Rubbish Live + CVUP DjSet

Ve lo assicuro, non ve lo volete perdere!!!

 

 

 

SELTON @civuoleunPAESE2016

Quella dei Selton, da Porto Alegre – Brazil è una storia incredibile.

Una di quelle storie che solo la musica può rendere possibile, una storia di passione, divertimento e amicizia.

13235264_951962644921515_8639282898108260215_oEh si, perchè dove la trovate una storia così? Dove li trovate quattro ragazzi brasiliani di Porto Alegre, che si ritrovano per caso a Barcellona – Spagna, circa 9.647Km di distanza e lì iniziano a suonare insieme

Non contenti i quattro finiscono in una strampalata trasmissione italiana che per chissà quale strana idea di marketing tv viene trasmessa dalla Catalogna.

La storia continua con due produttori italiani che li portano a Milano, con 4 dischi, con Jannacci, Cochi e Renato, Daniele Silvestri e chi più ne ha più ne metta.

La storia dei Selton, da Porto Alegre a Milano, passando per Barcellona, continua con un indie-pop mescolato a ritmi brasiliani, cantato in tre lingue che li rende unici.

Pochi mesi fa questa storia incredibile ha visto nascere una nuova puntata, quella di Loreto Paradiso, il nuovo album della band di Porto Alegre.

Di questo disco non vi diremo niente, ve lo racconteranno loro, il prossimo 25 Agosto, sul nostro Moon&Bonfires Stage, a #civuoleunPAESE, a Leverano, dopo circa 10.600 Km!

Colazioni Abbondanti

Un giorno di pioggia in giro a Milano ascolto Motta per caso.

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Dunque non mi chiamo Licia e Andrea e Giuliano me li so’ magnati a colazione. Sì perchè a Milano la vita è frenetica e se vuoi sopravvivere devi fare una colazione abbondante che dia l’energia giusta per affrontare la giornata e blablabla.

O almeno così dice il mio personal #social #fit #stayhungry #stayfoolish trainer. E io gli credo, credo più a lui che a dio ma questa è un’altra storia. Dunque, dicevo, non mi chiamo IMG-20160518-WA0005Licia e tra l’altro non conosco nessuno di nome Mirko. Fuori piove e mangio il mio solito pranzo, seduta al mio solito posto, nel mio solito tram. Nelle orecchie però ho un nuovo disco. Di fronte a me ci sono due risvoltini che non hanno mai smesso di sognare e sono arrivati ormai a metà polpaccio. Inizia a piovere più forte, sto ascoltando uno che si chiama come un panettone e penso che sia una giornata perfetta di fine Novembre. Ah no. Siamo a Maggio. Pausa. Altro boccone.

Via Bixio, Stop Fermata via Bixio.

Mancano ancora venti minuti almeno alla mia destinazione, allora potrei scrivere di come dieci canzoni hanno fatto per me quello che io non sono riuscita in quasi 28 anni, ma sarebbe troppo scontato. E scontato è che io non lo sappia fare, parlare di musica intendo. Però ho pensato sul serio che in 3 minuti e 42 secondi ci fosse la mia verità. E un violino che ti dice che puoi ricominciare a respirare, che in fondo te lo meriti. Ho sentito la polvere negli occhi di troppi anni passati a correre, ho sperimentato la rabbia cucita addosso. Ho dimenticato quello che volevo e per questo non l’ho tenuto. Ho coperto invano le occhiaie di ore sprecate e giorni troppo stanchi per poterli raccontare. Ho combattutto i traslochi obbligati e quelli pensati. Perchè prima dei vent’anni volevo solo andare via ma alla fine tutto quello che ho imparato è restare. E questo proprio non me lo aspettavo.

Un’altra cosa che non mi aspettavo era di amare questa città. Non che sia la mia casa o IMG-20160518-WA0006roba del genere, anche perchè i Milanesi, sono sicura, non m’adotterebbero mai. Semplicemente amo vivere a Milano anche se piove. Che Milano non l’ho scelta mica per il sole. L’ho scelta per stare vicino a chi aveva bisogno di me nei giorni in cui più aveva bisogno. Ho scelto Milano perchè da piccola, seduta nelle sale d’attesa di via Venezian 1, fantasticavo di essere come quei dottori che lavoravano e correvano senza sosta e la pioggia incessante se la dimenticavano. E un giorno, senza preavviso, ho iniziato a dimenticarla anche io.

Perchè amo così tanto quello che ho scelto che la mattina mi alzo con un sorriso che davvero non mi aspettavo. Anche se nel frattempo la vita non è gentile, anche se per uscire di casa, a Maggio, devo vestirmi come un pupazzo di neve. Anche se odio gli ombrelli. Anche se durante il tirocinio fanculo pausa pranzo e pure pausa cena, che tanto il camice ha sempre le tasche piene di caramelle.

Che poi ti chiedi perchè a colazione me so’ magnati Andrea e Giuliano. Quello che non ti aspetti, a volte è davvero quello di cui avevi bisogno. Come l’album di Motta, come una birra con un amico che non vedevi da anni, come la forza che scopri di avere ogni volta, come il silenzio di un giorno qualsiasi che non fa più male. Quello che non ti aspetti, poi arriva e ti rendi conto che lo stavi aspettando da una vita.

News from the Inside: Numero 4574

Tutto inizia con un numero.

Quando siamo nati, la prima informazione dopo maschio o femmina era… quanto pesa?

Poi abbiamo iniziato ad andare a scuola, la prima, la seconda, la terza… quanti compagni hai? Che numero sei nell’elenco?

Ah, l’Università, bene, numero di matricola? Da 18 a 30 quanto (bhe meno di 18 non li contano, peccato!).

IMG_20160503_185947Anche #lasecondavolta di civuoleunPAESE inizia con un numero, che quest’anno è il 4574.

Un numero anonimo, sarebbe stato bello fossimo stati il 1492, come la scoperta dell’America o il 1861, come l’Unità d’Italia o il 1982 come Tardelli che urla.

Invece no, 4574. Ecco quest’anno partiamo da qui.

Dal numero di protocollo stampato sulla prima delle quattro o cinque pagine della domanda depositata al Comune di Leverano, con cui The Factory ha ufficialmente fatto il suo ingresso in società.

In quelle pagine, c’è tutto, anche se con un linguaggio fin troppo formale: l’idea e le sue evoluzioni, i confronti con gli altri e la sfrontatezza, i progetti non ancora realizzati e quelli ormai in piedi da un anno.

C’è un progetto, che stiamo mettendo su di nuovo, tutti insieme e che, ancora una volta, suonerà e colorerà la nostra Piazza.

Si parte da qui. Dal Numero 4575… 

News from the Inside – CVUP Making Of

Si esatto, mi piacciono i titoli in inglese. Però solo se quelli in italiano non sono così belli come civuoleunPAESE (tutto attaccato e con PAESE maiuscolo). Vabbè è vero, quel nome non è mio.

Ma non divaghiamo.

Leverano_28AgostoIl lavoro per CVUP16 procede un po’ come la vita: a momenti entusiasmanti si alternano momenti di sconforto, ad accelerazioni rapide seguono frenate e momenti di stallo.

Ciò non toglie che, in ogni caso, ne valga la pena. Sempre, anche quando sei fermo, anche quando non hai soluzioni, anche quando tutto ti porterebbe a rinunciare a qualcosa a cui non vuoi rinunciare, e rimandare quel no è l’unica cosa plausibile.

La verità è che organizzare un urban-indie-music-arts-festival o quello che è, ha un odore, che in alcuni momenti, tipo due giorni fa, è quello della felicità, di quando riesci a fare qualcosa, di decisivo e bello, tutto con le tue forze e quelle di chi ti ha aiutato.

Altra volte, tipo la settimana scorsa, invece l’odore è simile a quando scordi qualcosa in alti-e-bassiforno, bruciato, carbonizzato e distrutto, e somiglia a quel momento in cui stai per aprire e far inondare la cucina di fumo, e poi incazzarti, prima di rimettere il casino al suo posto.

E poi ci sono i giorni in cui cerchi di non fare macello, di non sporcare e di non far danni, e quando succede va bene così.

Organizzare un festival è un po’ come la vita insomma, che uno vorrebbe essere sempre al massimo, ma a volta va bene essere in media, a volte si cade, si bruciano cose, e si perde tempo a mettere a posto, in vista di una nuova corsa per non perdere il passo, in vista di una nuova giornata buona, di quelle sopra la media, che puzzano di felicità.

News from the Inside, sarà il racconto di tutto questo, delle news, e degli sviluppi su CVUP, e delle giornate che ci passano in mezzo, fino ad Agosto inoltrato, che è molto più vicino di quanto non pensiate #mannaggialamiseria

CVUP #lasecondavolta 

Agosto 2016

 

civuoleunDISCO -Everything you’ve got to expect / The Last Shadow Puppets

Ok, lo diciamo subito: questa non sarà una recensione, nè un post oggettivo.

Insomma, se vi serve una descrizione del disco, una lista dei riferimenti più o meno conosciuti, una critica e un consiglio, bhè, non andate avanti!

tlsp3Questa è una smaccata, sfrontata, evidente dichiarazione d’affetto! Il nuovo disco de “The Last Shadow Puppets” è, un tutti i sensi, un’attesissima riunione tra amici del cuore, a distanza di anni.

Ma non di quelle cose noiose, che vanno fatte a Natale e finiscono che, mentre torni a casa in macchina, pensi quanto sia triste non aver più niente da dirsi, se non il tedio snocciolarsi di vicendevoli ricordi.

Che uno la guardi dal punto di vista di chi questo disco l’ha fatto, o di chi l’ascolta, “Everything you’ve got to expect” è un incontro bellissimo!

Alex Turner e Miles Kane sono inglesi – e lo si direbbe a vederli da lontano – e sono molto amici. Suonano o hanno suonato in band diverse, hanno fatlsptto un successo clamoroso, hanno riempito club, parchi, festival e chippiùnehappiùnnemetta…

Hanno fatto un disco insieme, solo loro due, otto anni fa, quasi per divertirsi, anzi direi proprio solo per divertirsi e quello che venne fuori era una specie di gioiellino indie-rock che prendeva qua e là dalle rispettive carriere aggiungendo quel pizzico di nuovo e unico che l’aveva reso così speciale.

Poi niente, succede sempre: “non perdiamoci di vista, ti chiamo”… e passano quasi dieci anni, un numero variabile di dischi e di concerti, date comuni e periodi lunghi mesi a non sentirsi. L’onda indie rock degli anni zero è un po’ invecchiata, qualcuno non se n’è più ripreso, altri ne sono delusi, altri sono diventati grandi, e indipendenti solo di nome.

E poi, o almeno questo è quello che ci immaginiamo, un pub, una birra, qualcosa in più di ricordi comuni da raccontarsi e PAMM.. il grande ritorno di questo duo/band/progetto/qualsiasi cosa sia è bello che servito.

E quando dico che è un ritrovo tra amici in tutti i sensi è perchè quando questo lavoro viene fuori, quello che si sente dalle cuffie, è qualcosa di cui si aveva il bisogno senza essersene mai accorti.

Negli anni abbiamo sentito i dischi degli Arctic Monkeys, quelli di Miles Kane, quelli di tanti altri. Negli anni abbiamo sempre saputo che The Last Shadow Puppets erano una gran bella cosa, ma il tempo, i dischi, le cose da fare, le nuove uscite ci avevano distratti.

tlsp2E poi eccoli qui, in cuffia, mentre dovresti lavorare; ed eccoli qui, mentre il tuo capo ti parla e tu tieni su la cuffia uguale, perchè non vuoi premere stop; eccoli qui con quella voce che conosci come fosse tua, salvo che è molto più bella della tua.

Eccoli qui, con canzoni belle e preziose come diamantini sboccati e dolci allo stesso tempo. Eccoli qui, come i vecchi amici, quando ti disturbano mentre tu te li eri scordati, e a loro comunque non frega un cazzo! Come se non fosse passato un attimo, solo che è ancora meglio, perchè è meglio crescere, a volte, che pensare a quanto fosse figo il primo demo.

Esatto, tutte queste righe senza dirvi nulla del disco… Abituatevici! Scopritelo voi!

civuoleunDISCO – The Last Shadow Puppets – Everything You’ve Come to Expect!