Sono così indie

che ho riportato in voga le camicie a quadrettoni, perciò, cari amici miei non curanti del look, occhio, che tra poco si torna di moda!

“Indie” è sinonimo di indipendenza e originalità rispetto alla musica mainstream o popolare.

Si rispecchia sempre più frequentemente nell’approccio del do it yourself.

Sfocia, però, spesso in una vasta serie di cliché, che con la musica non hanno più nulla a che fare.

Non lo si è abbastanza, infatti, se non si ha una Reflex (o una Lomo, al massimo una Polaroid), la frangia, e la barba alla Bon Iver/Fleet Foxes. La generazione indie ha uno stile semplice e ricercato, che alterna i vestitini a fiori e i leggings fluorescenti ai jeans skinny con il risvoltino della mamma, sfreccia per le strade in bici rigorosamente con lenti Carrera e cuffie retro, e broccola altri indie per preservare la purezza della razza. Un vero indie ha di sicuro trascorso qualche serata da urlo, sbronzo, in un qualche backstage, insieme ai membri di una qualche band inglese, ascolta quello che gli altri ascolteranno tra un paio d’anni, e vive in perfetta simbiosi con la rete.

Io la Reflex non ce l’ho, la barba la gestisco, l’ultimo vestitino a fiori me l’ha regalato la nonna per la comunione e broccolo tendenzialmente tutti.

Però in cuffia ho solo indie, e l’ascolto senza compromessi.

In fondo, la musica è come il vino, non ha bisogno d’essere approcciato con filosofia e sofisticazioni, basta buttarlo giù con gusto.

civuoleunLOFT

Mettete 5 ventenni di Cincinnati, che è come dire Catania senza mare nè sole, che a un certo punto delle loro giovani vite si ritrovano, per vie traverse, a New York, che è come dire la più grande metropoli del mondo.
Metteteli per tanti weekend di fila nel loft di Matt sul Gowanus canal (una zona che allora era malfamata), a fare casino come da ragazzini e a scrivere canzoni.
Metteteci le sere buie e i loro occhi stanchi, ma luminosi, e ore su ore di prove registrate su un semplice quattro piste.
I 5 ventenni oggi hanno qualche anno in più, si fanno chiamare The National, e sono la band simbolo dell’indie rock mondiale.
Nel 2008 Obama sarebbe diventato il primo presidente nero della storia e avrebbe scelto la loro ‘Fake Empire’ per la sua prima corsa presidenziale.

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